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giu 25

L’editoria classica è in profonda crisi, e per risollevarsi pensa ad offrire sul web contenuti a pagamento. Ma Murdock & Co. hanno sbagliato i conti. Ecco perché i contenuti web a pagamento sono destinati a fallire.

 murdoch

Ebbene si, l’editoria classica italiana e mondiale è in profonda crisi e mentre i giornali di carta lentamente muoiono, le analoghe testate in versione web cercano nuovi modi di monetizzare i contenuti. L’idea per niente innovativa nasce da Murdock, re dell’informazione americana, secondo il quale il futuro è nell’informazione web a pagamento.  L’idea di Murdock è di far pagare i contenuti tramite micropagamenti, utilizzando tecnologie già ora disponibili in giro per il web. Ovviamente tutto il mondo dell’editoria si inchina al re delle news e lo incensa sulla base dell’assunto che “se lo ha detto Murdock è sicuramente così!”.

Ma lo sappiamo: il mondo cambia in fretta, e soprattutto chi occupa posizioni di privilegio è un po’ restio a cambiare, o anche solo a “capire” il cambiamento. Tanto è vero che Murdock, il re mondiale delle news di ‘carta’ e signore assoluto delle televisioni, sul web ancora non è mai riuscito a lasciare un segno tangibile. E di questo passo continuerà a non riuscirci.

I contenuti a pagamento già hanno fallito in passato (un primo trend in tal senso è stato spazzato via qualche anno fa a suon di fallimenti), e soprattutto con il livello dell’attuale giornalismo (mondiale ma in special modo italiano) dubito che riusciranno a farsi valere.

L’attuale giornalismo ‘generalista’ (cronaca e politica) è totalmente incancrenito sulle proprie poltrone redazionali: non esiste più vera inchiesta e le redazioni si limitano a commentare (senza alcun serio approfondimento) i notiziari ANSA; e allora perché pagare per non-notizie che trovo ovunque, per lo più trattate con qualità e quantità migliore dal mondo dei blogger? Basta farsi un giro su OkNotizie per capirlo: in mezzo ad un 50% di ciarpame, che si filtra con facilità, spiccano decine di ottimi articoli di cronaca e politica dove la notizia è trattata puntualmente meglio di come è trattata dal giornalismo ‘ufficiale’. Perché pagare per contenuti mediocri quando il mondo dei blogger mi offre gratis informazione molto migliore?

L’informazione tecnica specialistica, invece, potrebbe avere qualche possibilità in più: ambiti come la finanza, la medicina, l’ingegneria chiedono continuamente contenuti aggiornati ed esclusivi. Anche qui, le grandi testate provenienti dal cartaceo sembrano non avere possibilità: il giornalismo tecnico che offrono è di qualità estremamente scadente, i contenuti sono poveri e poco originali, con tutti che offrono più o meno le stesse cose. Basta confrontare questi contenuti con un qualsiasi blog tecnico per capire che anche qui la blogsfera è anni avanti. E anche qui la domanda è: “pagare per cosa?”. L’unico serio fronte dove i contenuti a pagamento potrebbero avere un senso potrebbe essere quello della finanza e della ricerca medica, dove i contenuti esclusivi in effetti sono di difficile reperimento e dove banche dati specializzate riescono ancora ad avere un mercato.

La vera questione, in realtà è la seguente: “quanto vale un’informazione nell’era di internet?”
In un mondo dove sono centinaia di migliaia gli attori disposti a diffondere informazioni e conoscenze quasi gratis, quanto può valere un’informazione/nozione? Il mio pensiero (magari sbagliato, chssà!) è che ormai tale valore non sia più abbastanza alto da permettere la sopravvivenza di una redazione intesa in modo classico.  

E allora, se il web è il luogo della condivisione della conoscenza, dove la censura delle nazioni viene aggirata in mille modi, e dove ogni informazione, grazie al mondo dei blogger è ampiamente discussa ed illustrata, perché pagare?

Concludendo, chi avrà mai ragione? il re mondiale della notizia, o uno stuolo di blogger sconosciuti,  che collezionano 100 visitatori al giorno e senza un euro in tasca, che pensano che la ‘vecchia informazione’ sia al capolinea?

Basterà attendere un paio d’anni per capirlo, ma in un mondo che cambia di corsa, chi non impara a cambiare, non può che rimanere indietro.

Creative Commons License
The Il futuro del web non è nei contenuti a pagamento by Il Mondo dei Siti Web, unless otherwise expressly stated, is licensed under a Creative Commons Attribution-Share Alike 2.5 Italy License. Si raccomanda di leggere i termini e le condizioni aggiuntive disponibili a questo link www.mondositiweb.com.

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